Appello di Antigone: Carceri aperte ai giornalisti!

2 febbraio 2010

Il manifesto e Antigone
Carceri aperte ai giornalisti

L’opinione pubblica ha diritto di conoscere quanto accade nei penitenziari italiani. Non esiste alcuna norma che vieti espressamente alla stampa di visitare gli istituti carcerari. Ma, negli ultimi anni, l’amministrazione penitenziaria ha ristretto sempre più le possibilità di accesso.
Il diritto all’informazione libera deve poter comprendere la visita dei luoghi di detenzione, nel rispetto della sicurezza pubblica. Al ministro della Giustizia, che denuncia l’emergenza carceri, segnaliamo che esiste anche “un’emergenza informazione”, per questo chiediamo di cambiare regole e prassi autorizzando l’accesso ai giornalisti nelle sezioni delle carceri al fine di raccontare la quotidianità della vita reclusa, non solo gli eventi tragici o eccezionali.

Primi firmatari:
Rita Levi Montalcini, Stefano Rodotà, Valerio Onida, Lucia Annunziata, Bianca Berlinguer, Rosaria Capacchione, Gian Antonio Stella

Per aderire inviare una mail a appelli@ilmanifesto.it
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Morgan e l’ipocrisia dell’italietta…

2 febbraio 2010
Morgan: «Fumo crack tutti i giorni»
E ora Sanremo è a rischio
«Ne faccio un uso quotidiano». Mazza (Rai1): «Lui al Festival? Vedremo». Giovanardi: «Vada in comunità»

MILANO - È bufera su Morgan. Una dichiarazione del cantautore ha scatenato mille polemiche e messo in dubbio la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Ma cosa ha detto il protagonista di X-Factor? Il canuto cantautore ha scandalizzato tutti con le sue dichiarazioni sull’uso di stupefacenti: «Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura». E ancora sull’uso di droga e sul fatto che chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, dice: «Perché io sono trasparente. La gente parla di me perchè sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy». Prosegui la lettura…

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