Rototom Sunsplash

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Ignazio Marino

ignazio-marinoSenatore del PD

Sono vicino a Filippo Giunta, presidente ed organizzatore del Festival Rototom Sunsplash, che si tiene ormai da quindici anni ad Osoppo, indagato per aver violato l’articolo 79 della legge Fini – Giovanardi.

Ho ricevuto l’invito di Filippo Giunta a partecipare all’edizione 2009 del Rototom Sunsplash per parlare di testamento biologico in una delle iniziative del festival.  Invito che ho accettato con molto piacere poiché è uno dei festival reggae più importanti al mondo, sicuramente il più importante d’Europa, cui partecipano tantissimi giovani, con i quali ho trovato interessante e stimolante confrontarmi.

Filippo Giunta è indagato perché – stando all’articolo 79 della legge Fini–Giovanardi – avrebbe favorito nell’area del festival l’uso di droghe e per questo motivo rischia una pena dai 3 ai 10 anni di reclusione e un’ammenda fra i 3mila e i 10mila euro.

Comprenderei tale  punizione se fosse stato provato che Giunta è uno spacciatore che ha venduto dosi di droga durante il festival. Ma ho più problemi a comprendere una detenzione in carcere di 10 anni perché dei ragazzi hanno fumato degli spinelli durante un festival musicale che Giunta ha organizzato.

La legge Giovanardi-Fini da quando esiste, e cioè quasi da 4 anni, è stata usata per denunciare comportamenti simili a quelli contestati a Giunta solo in due occasioni, entrambe a Bologna: delle due inchieste una è ancora in corso, nell’altro caso c’è stata invece piena assoluzione per gli indagati.

Quello che emerge dalla vicenda Rototom e dalla denuncia a Giunta è che la Fini–Giovanardi è una legge forse con alcuni eccessi punitivi.

Come sapete, ho già più volte espresso la mia contrarietà all’impianto di quella legge che equipara tutte le droghe e che punisce oltre misura i consumatori senza risolvere il problema dell’utilizzo di droghe sintetiche e chimiche fra i giovanissimi e non.

Quindi ribadisco il mio supporto morale a Giunta sperando che questa vicenda si concluda rapidamente e con una sua assoluzione. Mi auguro che il Rototom possa continuare a svolgersi in Italia e che soprattutto si avvii una larga riflessione sulla Fini–Giovanardi, con l’obiettivo di poter modificare la legislazione in materia: distinguendo fra l’uso delle diverse droghe, evitando carichi penali per chi consuma droghe leggere e concentrando le azioni di forze dell’ordine e magistratura nella lotta allo spaccio e al traffico di droga gestito dalle organizzazioni criminali, come hanno già fatto molti altri paesi europei.