Rototom Sunsplash

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Don Ciotti

don-ciottiSacerdote, attivo nella lotta alla mafia

Il “Rototom Sunsplash” di Osoppo, per come ho avuto modo di conoscerlo, è un momento di grande positività, di socialità, di approfondimenti, di musica. Ho visto tanti ragazzi partecipare attivamente agli incontri, porre domande intelligenti, interrogarsi sul presente e sul futuro.

Dispiace allora sapere che il presidente del festival sia adesso oggetto di una denuncia da aparte dell'autorità giudiziaria per il “realto di agevolazione all'uso di sostanze stupefacenti”, uso peraltro fisiologico in ogni grande contesto di aggregazione giovamnile e limitato in massima parte alle droghe leggere. Un uso che l'esperienza, il realismo e l'equilibrioci dicono che può essere contrastato non certo con gli articoli di legge, ma con forte investimento educativo, con iniziative che accompagnino i giovani nella crescita e li portino, al di là delle semplificazioni e delle scorciatoie, a scoprire il valore della libertà responsabile, all'essere pieni e consapevoli interpreti di democrazia. E senza dimenticare che i consumatori sono quasi sempre l'anello debole di un gioco criminale che dal traffico di droga ricava profitti enormi e sul quale davvero di dovrebbe concentrare ogni sforzo repressivo.

Mi auguro perciò che prevalga il buon senso e quindi un ripensamento. Il “Rototom” è un momento prezioso. Cancellarlo ci renderebbe culturalmente tutti più poveri.