Nel "lontano" 1994, pochi avrebbero potuto immaginare che un simile evento, rivolto e pensato per un pubblico e una musica di nicchia sarebbe diventato così grande. Oggi il Rototom Sunsplash, senza grossi sponsor né adeguati contributi pubblici, è cresciuto a tal punto da essere accreditato come uno dei festival più importanti ed imponenti di tutta Europa.
Sicuramente il segreto del suo successo non è da ricercarsi solo in una rinata passione per la musica in levare quanto piuttosto in una formula, un contesto che piace e che attira un pubblico eterogeneo, che prevarica semplici questioni di gusti e generi musicali.
Oggi, chi ascolta reggae e soprattutto chi viene al Sunsplash è attratto da un modello di vita, un tipo di socializzazione che mette al primo posto la pace, la tolleranza, il rispetto, la solidarietà, la fratellanza, la nonviolenza… Ed é proprio nei risvolti di questo aspetto sociale che va ricercata la vera ragione, il segreto dell'esplosione del "fenomeno Sunsplash", recensito, studiato, spiegato da tutti - dai media agli studenti delle Università - come un vero e proprio fenomeno culturale e di costume, molto più che un semplice appuntamento di musica.
Per anni abbiamo battuto sul concetto di "raduno", abbiamo esteso la durata dell'evento per dare modo e spazio ai momenti di socializzazione, abbiamo aumentato in quantità e qualità, tutte le situazioni collaterali alla musica, dai dibattiti agli incontri, dai film alle terapie per lo stare bene.
E ogni anno, come d'incanto, nasce una piccola città senza leggi scritte, dove si diventa amici del proprio vicino con ovvia semplicità, dove la cortesia è il normale approccio, dove il quotidiano genera continui e spontanei gesti di solidarietà e di aiuto reciproco, dove la diffidenza per il "diverso da sé" lascia il posto alla curiosità e alla voglia di conoscere e di riconoscersi, dove ognuno, almeno per una settimana, si fida, si apre, sta in pace. E' una sorta di mondo parallelo, di "altro mondo" realizzato con e per volontà di tutti.
Ecco l'aspetto più importante di questo festival: ciò che è più importante per tutti non è "chi suona sul palco", ma esserci, vivere insieme queste emozioni, questi valori, accompagnati dalla musica che per eccellenza parla delle cose in cui crediamo: la musica reggae.
Ed è cosí che consigliamo di vivere ed interpretare il Sunsplash: rispettando il proprio vicino, sforzandosi di uscire dal proprio guscio andando incontro al prossimo con fiducia e benevolenza. Si può realmente creare un nuovo mondo partendo da noi stessi, da quello che sta dentro di noi. Quello che succede durante i giorni del festival può succedere anche dopo, il Sunsplash che ci portiamo dentro può contagiare chi ci sta attorno e durare tutta la vita. Basta crederci e volerlo con forza: un altro mondo è possibile!










