Associazione Rototom
L'Associazione Culturale Rototom è un collettivo impegnato nel coniugare la musica ed i suoi contenuti culturali, abbinando spesso spettacoli dal vivo con un forte impegno sociale. L’associazione non ha scopo di lucro e devolve tutti i suoi utili in opere di beneficienza. (i destinatari delle nostre donazioni).
Era il 13 novembre 1991 quando a Gaio di Spilimbergo, isolato centro pedemontano della provincia di Pordenone, nasceva l’associazione culturale ROTOTOM che, con l’inaugurazione della discoteca Rototom, faceva partire il suo primo progetto di musica e cultura alternativa.
Molti di voi ci conoscono solo attraverso la storia del Sunsplash, progetto nato quando l’associazione aveva già 4 anni di vita. Approfittiamo di questa occasione per raccontarvi qualcosa in più rispetto al percorso dell’associazione nei suoi 18 anni di vita.
Dai Live Club Alle Piazze
Nei primi anni 90 la musica dal vivo in Friuli aveva due sole dimensioni: quella della birreria e del piccolo ritrovo e quella dei grandi spazi come i palasport e gli stadi di calcio.
Nel 1991 il Rototom propose una giusta via di mezzo: un locale che non fosse solo un luogo di esibizione per i tanti gruppi della scena indie internazionale che transitavano per l’Europa, ma che fosse luogo di produzione e di sperimentazione per tutti quegli altri gruppi, oggi anche molto famosi, ma che al tempo muovevano i loro primi passi. In breve tempo il locale Rototom divenne uno dei templi della musica dal vivo più importanti d’Italia.
Nel 1994, nel locale e nel suo piccolo parco circostante nasce, come primo raduno reggae italiano, il Rototom Sunsplash. Negli anni successivi il successo crescente della manifestazione, che lo farà diventare uno dei più grandi festival reggae europei, lo costringerà ad inevitabili spostamenti di sede.
Nel 1998 la crew si sposta a Zoppola, alle porte di Pordenone. La nuova sede, strutturata in 3 sale, permette di soddisfare al meglio il proprio pubblico offrendo ad ogni genere musicale la propria sede e il proprio spazio. Nessun altro prima aveva aggregato in modo così eterogeneo pubblici dai diversi gusti musicali ospitandoli sotto lo stesso tetto: una sala dedicata al rock al pop e al rap, la seconda al mondo del reggae e dell’afro, la terza all’elettronica e alle sonorità di fine millennio. Tra una sala e l’altra mostre, tanti punti di incontro, una libreria e dei negozi di dischi.
In quei 9 anni il Rototom ha ospitato nei suoi locali i guru del reggae, della musica africana, del punk, del rock, del rap e della musica italiana, i vecchi messia del progressive rock anni ’70, i rumoristi dell’epopea “Geniale Dilettanten” e le icone del britsound più sfrontato e glam. La musica proposta era così innovativa da essere trasmessa in diretta attraverso i canali rai in tutto il territorio nazionale.
Il tutto con il solo aiuto del pubblico e delle proprie forze, senza nessun apporto da parte di Enti pubblici o di sponsor.
Al di là delle attività svolte nei suoi locali, il Rototom ha anche curato tanti altri progetti musicali trasformando piazze, teatri, parchi, arene ed altri luoghi “insoliti” in luoghi di incontro culturale. Ha operato a Grado, Udine, Gorizia, Trieste, Monfalcone, Cervignano, Codroipo, Lignano, Conegliano, Bologna, Firenze, Roma.
Tra le iniziative maggiormente degne di nota ricordiamo:
1999: la manifestazione per la pace, manifestazione pacifica, con concerto, organizzata senza poche difficoltà di fronte alla base NATO di Aviano e che, anche se per poche ore, ha fermato i bombardamenti su Belgrado;
2000: la manifestazione “alla conquista dello spazio - garbata ma risoluta occupazione di uno spazio per la cultura”: 3 mesi di occupazione di un’area dismessa del comune di Pordenone, in collaborazione con decine di altre associazioni culturali cittadine, culminate con le dimissioni di tutta la giunta comunale della città;
2001: esperimento “100% rototom” : creazione, nelle strutture – d’inverno - di un campeggio estivo, di in una piccola città della musica, con palchi, negozi di dischi, sale di ascolto musica, internet point, sala meditazioni e discipline olistiche e, come sempre, tanti luoghi di incontro e di interscambio culturale. L’esperimento, che darà ispirazione ad un nuovo sviluppo del Rototom Sunsplash su questo modello, termina proprio con un piccolo raduno reggae dedicato alla scena nazionale: il primo winterplash d’Italia.
All'Estero
Tra le attività di promozione e di sostegno culturale svolte dal Rototom nei Paesi in via di sviluppo segnaliamo in particolare le due edizioni, nel 2003 e nel 2004, del CANOA EM CHAMAS: un festival organizzato in uno dei Paesi più poveri del Brasile, il Cearà, e che, oltre ad aver salvato dalla chiusura un luogo di istruzione per i bambini (Canoa Crianza), ha inaugurato una serie di iniziative culturali oggi portate avanti direttamente dalla comunità locale.
La storia del Sunsplash
Scritto da Rototom Crew Mercoledì 20 Gennaio 2010 12:19























