
Come si vivono i primi giorni di festival nel camping? Quali sono le impressioni della gente accampata dopo due giorni di convivenza? Come va nella cucina? Certo è che prima di tante domande ci sono opinioni di tutti i gusti, ma tutti gli intervistati condividono l'idea che il buon umore predomina sopra a qualsiasi altro aspetto.
Per quanto riguarda le installazioni del camping, le docce con le montagne di Benicàssim sul fondo, il servizio "Market" in pieno camiping e il buon funzionamento dello staff di pulizia che lavora quotidianamente fanno sì che la convivenza sia la migliore possibile; fomentado così l'attitudine positiva e l'interscambio di esperienze tra i fans del reggae.
Tutti coincidono con l'attitudine tanto positiva che mostra la gente del festival, incluso il proprio staff, "che anche quando c'è qualcosa che non sanno, sempre sono ricettivi nell'aiutarti", racconta un ragazzo proveniente dal Portogallo e posizionato in una tenda con un'amica spagnola. Nel camping troviamo gente molto diversa, da persone arrivate da tutta Europa a famiglie, o amici di diverse città che approfittano del festival per rincontrarsi di nuovo e, allo stesso tempo, condividere concerti indimenticabili. I gruppi posizionati in caravan si sentono molto comodi e soprattutto tranquilli. Solo alcuni hanno avuto piccoli problemi tecnici con le installazioni dei frigoriferi o del gas del camping, però alla fine si è risolto tutto. Per quanto riguarda la sicurezza degli spazi, la gente nei caravan afferma che "è molto positiva". La maggior parte dei gruppi mette in evidenza la tranquillità che c'è in quest'area di camion e la diversità di gente che incontra tra tutti quelli che sono venuti a Benicàssim su strada. Per ciò che concerne i fans del reggae posizionati in tenda, anche loro mettono in evidenza la sicurezza come punto a favore: "soprattutto è buono per i nostri oggetti personali, specialmente per chi viaggi carico da lontano. Puoi andare al concerto e lasciare le tue cose con più tranquillità rispetto ad altri festival che ho visto", dice un giovane francese accompagnato da altri amici francesi.
"In cucina di solito c'è spazio sufficiente per tutti", conferma Patricia, e questo è possibile non solo perchè i differenti gruppi cucinano in ore distinte – ognuno dei quali a suo ritmo e abitudine – ma anche perchè lo spazio è abbastanza grande, con molti tavoli e sedie e abbastanza lavelli. Ciò permette che la cucina non sia quasi mai satura, ma aiuta anche il fatto che ci siano molti fuochi e che la gente rispetti i turni. "Ci piace che sia tutto abbastanza organizzato e pulito", dice Carla, che lavora insieme a Patricia in una bancarella del festival con diverse postazioni all'interno del recinto. Oggi Carla e Patricia cucinano una ricca pasta in una pentola gigante per altri 20 compagni. "Speriamo che gli altri giorni non tocchino a noi", scherzano. Solo una pecca annoterebbero: mancano contenitori di vetro. E dal momento che non si vende vetro dentro al festival, la gente a volte compra fuori dal recinto prodotti inscatolati in cristallo. Tutti sottolineano come positivo che c'è una grande striscia di prese per la corrente in cucina, di modo che si possano ricaricare i cellulari o altri dispositivi personali mentre si cucina, mangia o lavano i piatti. Si vede come qualcosa di molto positivo che ci sia uno spazio ampio per mangiare nella propria cucina, così che si può pranzare o cenare sempre lì mentre si chiacchiera con gli amici se non vuoi andartene in tenda.
In generale si respira un ambiente molto positivo, come ci raccontano tra le risa alcuni ragazzi di Terrassa: "Si sta così bene che a volte preferiamo restare nel camping".
Charlie S. Sepúlveda | Traduzione: Gilda Dina