
Gli invitati al Forum Sociale del Rototom Sunsplash 2011 ci inviano le loro impressioni, ricordi e congratulazioni al termine della loro esperienza durante la scorsa edizione del festival. La maggior parte di loro è d'accordo nell'affermare che si è trattato di un successo in quanto a afflusso di pubblico e sottolineano la capacità del Sunsplash di combinare la musica e l'intrattenimento con l'impegno sociale.
|
Shirin Ebadi attivista, premio Nobel per la Pace 2003
Il forum sociale del Rototom ci offre l'opportunità di riunirci, di condividere preoccupazioni e soluzioni alle sfide dei nostri tempi. La musica ha un linguaggio universale e il forum con i suoi oratori, con i suoi dibattiti ci ricorda ancora una volta che anche il linguaggio della nostra anima è universale. |
|
|
Bernard Cassen giornalista, fondatore del Forum Sociale Mondiale, ex direttore di Le Monde Diplomatique
Non è molto frequente trovare eventi di massa nei quali i dibattiti politici, culturali e sociali si integrano in modo naturale nell'ambito di un evento essenzialmente dedicato alla musica. Il Rototom Sunsplash, festival mondiale di reggae, è un magnifico esempio di ciò. Senza nessun dubbio risulta chiaro che il reggae, come il jazz, non è solo uno stile musicale, ma è anche la espressione di una cultura rivoluzionaria popolare che, come tutte le forme di espressione genuina, acquisisce una dimensione universale nella quale tutti possono ritrovarsi. Da questo punto di vista, possiamo affermare che tutti siamo Giamaicani. Le migliaia di partecipanti ai dibattiti organizzati a Benicàssim nell'ambito del Forum Sociale del Rototom Sunsplash testimoniano la volontà dei giovani di denunciare le ingiustizie e costruire un mondo solidario. Per questo, non sarebbe esagerato interpretare l'edizione del 2011 come un'estensione del movimento degli Indignati della Puerta del Sol, nato nella primavera dello stesso anno in quell'emblematico punto della capitale spagnola. |
|
|
Viviamo un'invasione di festival dalla quale non è più possibile scappare. Questo "macro" formato estivo che iniziò a diffondersi durante il decennio scorso, sembra essersi oramai consolidato almeno da diversi anni. Le critiche che si muovevano tempo fa a questo tipo di eventi continuano ad esistere e, a parte poche eccezioni, si sono anche intensificate. Ci si riferisce al trionfo di un processo generale di massificazione, alla mancanza di spazio per rincontrare se stessi, a una costante aggressione di marche, loghi e sponsor, che non si accontentano più di promuovere e basta, ma che danno anche il nome ad alcuni di questi festival. Per questo, quando mi chiamarono dal Rototom per partecipare al Foro Social, mi sorprese in primo luogo il fatto che si realizzasse proprio durante il festival, e in secondo luogo, il suo successo e l'affluenza di pubblico a tutte le sue iniziative. Quando vado a un concerto, o a un festival, sono tra quelli che partono da due premesse: La prima è quella della storica anarchica lituana Emma Goldman: "se non posso ballare, la tua rivoluzione non m'interessa". La seconda è di Samuel Beckett, uno scrittore e drammaturgo che ammiro: "Prima balla e poi pensa. Questo è l'ordine naturale delle cose". Sembra però che al Rototom s'inverta questo ordine e prima si pensi e poi si balli, il tutto su uno sfondo di dibattiti e musica che dura una settimana. Una novità piuttosto attraente. Nello stesso modo in cui i festival sono stati clonati, con i loro campeggi, tende chill out, ecc... non sarebbe una cattiva idea, che la esperienza del Foro Social del Rototom, si tenesse in considerazione e fosse trasferita ad altri festival, introducendo un importante elemento di umanità in mezzo a tanta agglomerazione. Senza dubbio, sarebbe un gran apporto del concetto di "Rebel Music", che dal Rototom si cerca di trasmettere. |
|
Lola Matamala Acampada Sol
Il Rototom può essere descritto come la città stato nella quale ci piacerebbe vivere per sempre: unisce perfettamente ozio e cultura. Si dibatte sulla società nella quale dobbiamo vivere e si danno risposte alle nostre ambizioni e desideri. Pensando e ripensandoci, direi che è la città stato per eccellenza: è marino e i suoi abitanti, in modo particolare i suoi organizzatori. La cordialità e il calore che emanano li rendono speciali. Emma Goldman diceva: Se non posso ballare, la tua rivoluzione non m'interessa. E allora, continuiamo a ballare al Rototom! |
|
|
È stata un'esperienza profonda e interessante partecipare al Festival. Mi ha permesso di conoscere un gruppo di giovani entusiasti e risoluti senza i quali non sarebbe stato possibile portarlo a un così alto livello. Assieme all'opportunità di godersi della buona musica e di un ambiente attraente e vivace, è inoltre stata una scelta indovinata e ammirabile il proporre un forum di riflessione su temi d'interesse e farvi partecipare personalità con qualcosa da dire. Non è facile organizzare eventi che promuovano la conoscenza e la diversità nell'attuale società dell'apparenza, così apatica e indifferente. Il Rototom ce l'ha fatta e ha attirato l'attenzione di un pubblico vario. Grazie di cuore. |
|
|
Esteban Ibarra attivista, presidente del Movimento contro l'Intolleranza
Il Rototom è splendido e il suo Forum Sociale è un luogo d'incontro eccezionale che ci permette di discutere, con un pubblico avido di dibattiti e fortemente solidale, di temi di grande importanza come la lotta contro il razzismo, la xenofobia, il neofascismo e altre manifestazioni d'intolleranza associate a queste. Lunga vita al Rototom e al suo Forum. |
|
|
Vorrei ringraziare di persona gli organizzatori e coloro che hanno collaborato a questo tipo di evento Unire la musica e un progetto sociale è necessario nei tempi in cui ci troviamo. La musica è stata e sarà sempre un collegamento tra le sensazioni e la creatività sociale. Se a questo ci aggiungiamo la possibilità di creare una rete di dibattiti e pensieri, il risultato è un cocktail di lotta e impegno sociale. È un piacere poter partecipare di persona a questo festival e avvicinare la lotta della mia famiglia per la ricerca della Giustizia. |
|
|
Ho partecipato al Festival Rototom Sunsplash nell'estate del 2011, e ho avuto una felice sorpresa: la buona organizzazione del forum e l'incredibile disponibilità di tutti quelli che vi partecipavano. Mi ha sorpreso l'alto livello dei dibattiti, le varie attività del festival, il fantastico carattere della gente, e anche la pulizia e la buona educazione di tutti... Quando uno pensa di riunire, in uno stesso recinto, a migliaia di persone unite dalla musica, il voler divertirsi e le attività all'aria aperta, s'immagina, ed è addirittura pronto a perdonare, una certa disorganizzazione, caos, e sbagli... Nei tre giorni ai quali ho partecipato, non ho trovato niente di tutto ciò, ma semmai tutto il contrario. Ho verificato con il resto dei partecipanti, e anche con la gente della città, il gran evento nel quale si è trasformato il Festival per Benicassim e per tutti coloro che vi sono confluiti. La gente che partecipa al Rototom ha inquietudini, domande, curiosità, voglia d'imparare e di divertirsi. Congratulazioni per le vostre iniziative e, soprattutto, per la vostra meravigliosa ospitalità. Spero che ci saranno altre occasioni di poter condividere con voi questa atmosfera. |
|
|
Il senso di sorpresa che ho sentito all'essere invitato a parlare delle rivoluzioni arabe dagli organizzatori di un festival di musica reggae è sparito quando sono entrato nel recinto del Rototom a Benicassim. E questo perché ho capito subito che il Rototom combina tre cose che i nostri governi- e lo stesso capitalismo- hanno molto interesse nel separare: la musica, l'integrazione comunitaria e la politica. Speriamo che si ripeta per molti anni e che venga imitato in molti altri luoghi. |
|
|
Quando uno va a un festival di musica reggae pensa, secondo certi stereotipi, che potrebbe trovarsi di fronte un pubblico rilassato e interessato più che altro a fuggire dal caldo dell'estate con un buon sottofondo musicale. Però non è stato questo ciò che ho trovato lo scorso agosto al Rototom. Il forum sociale, un luogo d'incontro e per dibattere, era sempre pieno di gente giovane e meno giovane disposta a ascoltare, a dialogare, e a continuare a confrontarsi anche quando il dibattito era terminato. Io ho parlato del Sahara, ma ho anche ascoltato i soldati israeliani, il padre di Eluana, i fratelli Couso, e tanti altri che come me sono venuti a Benicàssim per condividere la loro esperienza. Le conversazioni continuavano tra i libri di un'improvvisata libreria, o con un mojito ai tavoli all'aperto dei bar, accompagnati da una fresca brezza notturna. È stata un'esperienza indimenticabile e posso solo dire... Lunga vita al Forum e al Rototom. Ah, e lasciate perdere gli stereotipi! |
|
|
Normalmente partecipo a dibattiti sul calcio, e non in scenari simili a quello del Rototom, quindi l'ambiente e il tipo di domande mi sono sembrate molto interessanti e differenti da quelle che generalmente mi vengono poste. È stata un'esperienza piacevole, rasserenante ma allo stesso tempo stimolante grazie al tipo di pubblico. Un'eccellente esperienza. |
|
|
Utilizzando la musica come filo conduttore, il Rototom avvicina culture differenti tra loro, raggiungendo una comprensione reciproca che permette di mettere in evidenza ciò che veramente conta: la vita e la dignità umana devono prevalere sulle differenti origini. Far sì che la gente dialoghi e si comprenda, indipendentemente dal luogo di nascita o dalla posizione sociale è, secondo la mia modesta opinione, il gran successo del Rototom. Quel che ho visto la scorsa estate, era molto di più di sola musica, era un punto d'incontro e di convivenza pacifica. La scommessa del Rototom per un forum sociale e di dialogo, e la preoccupazione dei suoi organizzatori per attrarre oratori (Molto spesso di fama internazionale) lo dimostra. Non sono solo i grandi artisti e i gruppi di fama mondiale a darsi appuntamento lì. Il Rototom è semplicemente molto di più. Così che posso solo ringraziare l'organizzazione del festival per la gentilezza dimostrata nell'invitarmi a partecipare. È stata per me un'esperienza sorprendente e piacevole. |
|
|
Amit Lavi, Shachar Zemach attivista dell'ONG Breaking the Silence
Il Rototom è stato una gran opportunità per noi. Lì, Breaking the Silence ha potuto descrivere la realtà dell'occupazione israeliana nei territori palestinesi, davanti a un pubblico di giovani europei che ha dimostrato un gran interesse. Speriamo che la nostra presenza al festival inciti la gente a saperne di più sul conflitto tra palestinesi e israeliani. Non ci resta che ringraziare l'organizzazione del Rototom che ci ha permesso di partecipare. |
|
|
Il Rototom è stato per me una fonte d'ispirazione per la difesa delle cause giuste e per la realizzazione di un sogno che unisce milioni di persone: creare un mondo nel quale si ristabilisca l'equilibrio tra uomo e natura, che permetta a tutti di mantenere la propria salute fisica e mentale, festeggiare e godersi la vita, indipendentemente da dove ci si trovi e dall'ammontare del proprio conto in banca. È un'eccellente opportunità per unirsi e agire insieme. |
|
|
Posso solo dire che mi sembra una scelta estremamente indovinata includere questo tipo di attività nel contesto di un festival come il vostro. Credo che ciò contribuisce a dargli importanza e lo differenzia da altri eventi dello stesso tipo. È stata un'esperienza istruttiva e soprattutto resa ancor più interessante dal contributo del pubblico. Credo che poter parlare della realtà che ci circonda con gente giovane caratterizzata da inquietudini e ambizioni, non ha prezzo. Ho ascoltato opinioni liberamente espresse sull'arte e sul suo rapporto diretto con la gente che vi ha accesso. È stato appassionante, istruttivo e soprattutto piacevole. Mi congratulo, vi incoraggio e nelle mie possibilità vi offro la mia collaborazione disinteressata. Ringrazio tutti e faccio i miei migliori auguri per la vostra avventura spagnola. |
|
|
È stato un gran festival per i suoi contenuti e in tutti i sensi, caratterizzato da amore e buon cuore. Per me è stato ripetere un'esperienza che mi ha nuovamente affascinato sotto vari punti di vista: artistico, intellettuale, emozionale... Per quel che riguarda in particolare il Forum Sociale, lo considero un insieme di spunti che uniti creano una visione differente, entusiasta e giocosa nel raggiungimento di un futuro diverso per il nostro mondo. Peccato che non abbia potuto godermi e partecipare maggiormente alle attività organizzate dal Rototom. Vorrei ringraziarvi e chiedervi di interessarvi alla politica in tema di droga che colpisce i diritti dei cittadini e mantiene un velo d'ipocrisia e oscurità, che causa irrazionalità e conseguenze negative sul funzionamento democratico della nostra società. Vorrei ribadire inoltre l'importanza di valorizzare una pianta simbolo di ancestrale e armoniosa convivenza come la canapa, che è così strettamente legata con l'essenza di questo Festival. |
|
|
Quel che più mi ha sorpreso del Rototom è l'aver verificato come una festival caratterizzato da un'organizzazione artigianale, nel buon senso della parola e per le sue ridotte dimensioni, possa riunire e affascinare così tante persone. Sapevo che sarebbe stato un luogo di buone vibrazioni, di solidarietà e valori condivisi, ma erroneamente immaginavo anche che un programma di artisti di così gran importanza dovesse per forza essere spalleggiato da grandi sponsor come marche di birra e macchine. È stata una sorpresa verificare che così non era, e vedere personalmente che l'autogestione, l'entusiasmo e la cooperazione funzionano. |
|
|
Uno dei fattori per me fondamentali per evolversi come persona è avere voglia di continuare a imparare. Per poter raggiungere questo obiettivo, la chiave di tutto è la riflessione e l'analisi, un qualcosa che ha caratterizzato -e in che modo!-tutto il Rototom Sunsplash tenutosi a fine agosto a Benicàssim. Come ho già detto in passato, questo evento è molto di più di sola musica. E so di cosa parlo. Il Rototom ha avuto la gentilezza d'invitarmi a partecipare alla sezione dei forum e dibattiti. Il mio ruolo è stato semplice. Dovevo unicamente presentare a una di quelle persone che brillano più di qualsiasi altra per il proprio orgoglio e per credere fermamente nell'uguaglianza di tutti gli esseri umani. Mi riferisco a Esteban Ibarra, presidente del Movimiento Contra la Intolerancia in Spagna, che ha presentato il suo ultimo libro intitolato "La España racista". Durante quel dibattito sono stato testimone di un qualcosa di sorprendente: la riunione di un gruppo di persone preoccupate di migliorare il mondo in cui viviamo. |
|










Fermín Muguruza m
Lola Matamala
Rosa Maria Calaf
David Couso
Leticia Iglesias
Santiago Alba Rico
Susana Hidalgo
Carlos Paredes 






