La giornalista Rosa María Calaf e Anna Sales, esperta di questioni relative al sesso della fondazione Isonomia, hanno preso parte ieri al dibattito "I mezzi di comunicazione di massa, è il sessismo la nuova normalità?", tenutosi al Foro Social del Rototom, e moderato da Amparo Panadero, della Plataforma de Mujeres Artistas. Le partecipanti alla conferenza hanno manifestato che i mezzi di comunicazione, che funzionano come agenti socializzanti e la realtà, sono impregnati di sessismo. La pubblicità ne è un esempio clamoroso.
Anna Sales ha fatto vari esempi che illustrano ciò, come lo stereotipare l'immagine della donna come madre, sposa e responsabile della casa, la continua utilizzazione del corpo della donna come oggetto sessuale, il vincolare lo stato di salute delle donne con il canone estetico, la rigidità del rapporto tra uomo e donna o la banalizzazione della violenza di genere che si fa in alcuni programmi.
Rosa María Calaf ha spiegato come attraverso la sua professione –che l'ha portata a informare da paesi di tutto il mondo- ha potuto verificare che la disuguaglianza tra sessi esiste, in maggior o minor misura, in tutte le società. Esiste anche nel giornalismo dato che, nonostante la sempre maggiore presenza femminile nei mezzi di comunicazione e nelle facoltà, "le donne fanno da soldati, ma non sono presenti nei posti di comando o non ricoprono alti ruoli gerarchici". Calaf ha denunciato inoltre che oggigiorno il corpo ricopre un'importanza maggiore del talento, circostanza che porta, secondo lei, a una perdita di credibilità da parte delle donne. "Quando 30 anni fa apparivo nelle mie trasmissioni portando una minigonna, lo facevo per rivendicare la mia libertà e la mia indipendenza. Ora ciò rappresenta una forma di sottomissione al canone maschile di bellezza", ha aggiunto.
Conseguentemente, le partecipanti si sono trovate d'accordo nell'affermare che non si è raggiunta una condizione di uguaglianza tra uomini e donne, per quanto si cerchi di farlo credere. Esistono ancora delle differenze e i mezzi di comunicazione ne sono il riflesso. Per questa ragione, bisogna lottare più che mai.
Celia Naharro Salas | Trad.: Andrea Polverini









