Questi Africa li vede solo il Sunsplash
Un concerto unico, con una girandola di ospiti

Una distesa di teste ascolta l’introduzione di Madaski mentre lentamente la band prende posto sul palco e scivolano le note di Ruggine, cantate da un Bunna di bianco vestito.
Questa sera ci sarà una grande festa che ospiterà alcuni dei giovani artisti che hanno collaborato al nuovo disco 4 Riddims For Unity reinterpretando i pezzi: di Amantide, Sotto Pelle, In nomine patris e Play Another Game.
Nella prima parte viene eseguito il repertorio classico della band passando attraverso brani come Il partigiano Jonny, che precede l’invettiva anticlericale di Madaski in In nomine patris.
Sono degli Africa Unite molto lontanti da quelli degli inizi. La loro evoluzione musicale li ha portati verso l’attuale miscela musicale in cui il reggae è solo una delle molteplici componenti.

In questa fase il pubblico è un po’ troppo quieto per i gusti di Bunna che chiede più collaborazione e chiama a raccolta “All the ladies” per Sotto pelle.

Mentre palloni verdi piovono sul palco e Papa Nico si diverte a rimandarli indietro inizia la bella versione di The Cage di Rod Stewart, e poi la “loro” Concrete Jungle, che stavolta beneficia della voce di Patrick, il tastierista.

E’ il momento dei Riddims. Bunna e Madasky fanno un passo indietro e si offrono come potente base per gli ospiti che cominciano ad alternarsi sul palco. E allora ecco Giallo e Patrick insieme, e poi Jaka e Aria. Quando è il suo turno, Raina si presenta sul palco con un’enigmatica busta bianca, chiede agli Africa di fermarsi e annuncia. “Scusate, abbiamo trovato questa busta piena d’erba. E’ per caso di qualcuno???” Sulla fragorosa risposta del pubblico Raina sottolinea che la com_unity è anche questo, e che può succedere che qualcuno dietro a un banchetto abbia un po’ d’erba. E poi ancora i Franziska e gli altri in una girandola di energia che passa dall’uno all’altro, mentre anche il backstage balla.

Il lungo finale inizia con un ritmo ipnotico di rara sapienza e si conclude in crescendo sugli ultimi due pezzi Sui miei passi e Sotto pressione con Papa Nico che strappa di mano la chitarra a Bunna per cantare insieme a lui.

A fine concerto l’atmosfera è euforica, i musicisti sono felici. “Noi abbiamo dato tanto stasera, adesso tocca a voi” è il compenso che Bunna chiede al pubblico come ricompensa per questo concerto stratosferico. Il pubblico illuminato a braccia alzate è un’immagine che gli Africa non dimenticheranno.

Marco Sacco

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