
(Mais le Rototom reste)
Au final il n'y avait pas autre chose à faire, partir. Face à la criminalisation de la manifestation qui est allée jusqu'à la mise en examen du président du Rototom, « coupable » de faciliter l'usage de marijuana (pour le seul fait que « les pratiques culturelles du reggae » portent son public à fumer), nous a semblé le choix le plus raisonnable : transférer le festival ailleurs. Pour ne pas créer d'embarras ultérieurs à l'administration et la municipalité et pour assurer aux participants du festival que la prochaine édition se déroulera avec l’habituelle et nécessaire harmonie…
Alla fine non ci è restato altro da fare. Di fronte alla crescente criminalizzazione della manifestazione che ha portato perfino all'avviso di garanzia per il presidente del Rototom, "reo" di agevolare l'uso di marijuana (per il solo fatto che "le suggestioni culturali del reggae" portano il suo pubblico a fumare), ci è sembrata la scelta più ragionevole: trasferire il festival altrove. Per non creare ulteriori imbarazzi all’amministrazione comunale e per assicurare ai partecipanti del festival che la prossima edizione si svolga con la consueta e necessaria armonia.
Andiamo via ma prendendo un impegno fin da ora: combatteremo fino in fondo una battaglia affinchè in futuro non debba succedere anche ad altri quello che sta succedendo a noi. Un pool di avvocati ci aiuterà ad evidenziare nelle sedi competenti l’illogicità dell'accusa e contestualmente daremo vita ad una serie di interventi di sensibilizzazione al problema, dall'iniziativa “io agevolo” promossa su questo sito, ad una petizione curata dal sito www.fuoriluogo.it, ad una grande manifestazione-concerto, indetta per venerdì 13 novembre in Piazza Matteotti a Udine che avrà l’emblematico titolo “Non si processa Bob Marley” e di cui vi forniremo presto ulteriori dettagli.
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