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Guido Blumir

guido-blumirPresidente del comitato scientifico "Libertà e droga"

Sono due i punti su cui vorrei insistere: primo, agli organizzatori si rimprovera nella denuncia dei carabinieri di aver dato ordine alla sicurezza interna del festival di vigilare sul solo uso di droghe cosiddette “pesanti”, per evitare casi di overdose. Il punto è enorme: a qualunque operatore del settore e studioso della materia appare come priorità assoluta quella di evitare la morte delle persone, non certo per una questione di immagine. Questo compito, in tutto il territorio nazionale, dovrebbe essere di fatto affidato alle Asl, ai Sert, agli operatori pubblici. Ma che, come pura opera di prevenzione, l'organizzazione di un evento internazionale così importante abbia agito con successo per evitare queste morti è davvero rilevante. Ed è evidente che, per quel che può fare un privato senza mezzi infiniti a disposizione, evitare che all'interno del proprio festival circolino spacciatori di droghe pesanti è un modo per raggiungere questo risultato, che, ripeto, è la priorità assoluta.

Perchè ricordiamo che, a fronte di centinaia di morti per droghe -morti che avvengono ovunque, in Umbria addirittura in un convento-, non è mai avvenuto, né in Italia né nel mondo, alcun caso di decesso per le droghe “leggere”.

In secondo luogo, lo scorso anno sono stati fermati dalle forze dell'ordine e segnalati alle prefetture circa 50.000 consumatori di sostanze di cui circa l'80% per cannabis. I consumatori di cannabis in Italia sono in totale circa 4 milioni e la maggior parte di questi fuma anche in luoghi pubblici, dunque a vista delle forze dell'ordine, in borghese o meno – mentre le nostre forze dell'ordine sono composte da 332.000 elementi-; dunque sarebbe fattibile fermare almeno 500.000 persone su 4 milioni di consumatori di una sostanza illecita. Ciò non succede, e se all'apparenza questo potrebbe configurarsi come una sorta di omissione d'atti d'ufficio di massa, da un altro punto di vista può essere considerato come una strategia di buon senso da parte delle forze dell'ordine per consentire il normale funzionamento dei loro apparati. Non esiste infatti altro comportamento illegale di massa a questo livello di diffusione e con questa facilità di essere fermato in flagranza di illecito.

Queste cifre allora dimostrano che anche le forze dell'ordine operano con una strategia selettiva, dando di fatto la priorità alla lotta al traffico di droghe pesanti e ai reati gravi e gravissimi.

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